domenica 21 febbraio 2010

La Les Paul di Warren Haynes in By A Thread, il nuovo album dei Gov't Mule



















Trovare il pezzo giusto per aprire un album non è cosa facile: bisogna conquistare immediatamente l'ascoltatore, fargli capire che cosa incontrerà nel viaggio che sta per intraprendere, e presentargli le novità, riuscendo allo stesso tempo a farlo sentire a casa. La scelta dei
Gov't Mule per il loro nuovo lavoro, By A Thread che arriva a tre anni di distanza da High And Mighty, in questo senso è perfetta: Broke Down On The Brazos mette subito le cose in chiaro. C'è un bassista nuovo nella band, Jorgen Carlsson (che va a prendere il posto di Andy Hess, a sua volta sostituto del compianto fondatore Allen Woody), dotato di uno stile potente e aggressivo, che nell'assalto alla gola della traccia di apertura rimanda addirittura a Les Claypool dei Primus. Per tutto il disco, Carlsson sarà il perfetto coprotagonista a fianco della star assoluta dello show, Warren Haynes, autore, cantante e soprattutto chitarrista. In Broke Down On The Brazos pare di vedere il basso di Carlsson che spietato spiana il terreno per lasciare spazio alla Gibson Les Paul Standard di Haynes, che prima entra in scena discreta, e poi si prende il palcoscenico senza alcuna paura, con naturale forza. Lo strumento di Haynes in questo brano trova al suo fianco una sorella prestigiosa, Pearly Gates, la Gibson Sunburst Les Paul Standard del '59 di Billy Gibbons degli ZZ Top.

Il confronto tra le due chitarre è fresco, spontaneo, malgrado la canzone non sia per nulla facile o ammiccante. Ci chiarisce quello che succederà nei pezzi successivi. By A Thread è un disco forte, a servizio della chitarra di Haynes, un disco che evita però costantemente di ridursi a una sterile ostentazione di tecnica e stile; è inoltre un album poco immediato, che dà il meglio di sé dopo molti ascolti, e che non ha paura di spiazzare il pubblico, portandolo bruscamente da una parte all'altra dei molti mondi musicali di questo gruppo figlio della Allman Brothers Band (proprio nella formazione degli Allman che si riunì alla fine degli anni '80 Haynes iniziò a guadagnare notorietà internazionale, dopo alcuni anni come chitarrista del cantante country David Allan Coe).

La seconda traccia, Steppin' Lightly, in ossequio al proprio titolo, sembra proporsi inizialmente con passo più leggero, per poi caricarsi d'energia nel chorus e terminare con un solo di Haynes, che viene fatto sorprendentemente sfumare proprio mentre sembra distendersi. In Steppin' Lightly si sente l'influenza dei Led Zeppelin, non una sorpresa per i fan del Mulo, ma curiosamente non si tratta degli Zeppelin “classici” dei primi quattro album, ma di quelli che giocavano con le possibilità del groove in alcune pagine da Houses Of The Holy in poi.

Si passa in seguito al brano migliore del disco...

[Clicca qui per continuare a leggere l'articolo di Paolo Bassotti su Gibson.com]

Video - Warren Haynes - Railroad Boy

4 commenti:

The musical box ha detto...

Eh si, ha un inizio fulminante questo " By A Thread " dei Gov'T Mule .
Posso dire con certezza che sono la mia band preferita degli ultimi anni.
Il mio sogno è di vederli suonare dal vivo.
Purtroppo la maggior parte dei loro tour si svolgono negli Stati Uniti.

Li ho ascoltati per la prima volta qualche anno fa nell' Area Protetta di Sergio Mancinelli su Radio Capital.
E stato amore a primo ascolto.
Worried Down With The Blues era il brano.
Subito mi precipitai alla ricerca del disco purtroppo con scarsi risultati.
Poi un bel giorno mi sono ritrovato davanti agli occhi un loro cofanetto : The Deep End vol 1 & 2 più un live .
Meraviglioso !!!

Del nuovo disco prefersico Monday Morning Meltdown.

Paolo Bassotti ha detto...

Già, un live dei Gov't Mule deve essere una gran bella esperienza! Ho l'impressione che come band siano semplicemente troppo costosi perché qualcuno in Italia possa organizzare un loro concerto e rientrarci con le spese. Magari sarebbe più realizzabile un set solista di Haynes... hai visto il filmato di Railroad Boy che ho postato?

The musical box ha detto...

Lo scorso novembre hanno suonato all'Alcatraz di Milano.
Me li sono persi solo perchè non lo sapevo.
L'ho visto il video, Warren Haynes è un grande!!!

Anonimo ha detto...

sono parecchi anni che i Muli vengono in Italia, basta seguire le date sul loro sito, prima o poi ritornano, io li ho visti 3 volte, 2 a Milano e 1 volta al Pistoia e vi devo dire che ne vale la pena

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...