L'ultimo album uscito a nome dei Clash, Cut The Crap, non rese certo onore a questa grande band, tanto che nelle storie ufficiali in genere si sorvola su quest'uscita, dimenticandola come uno sbaglio al quale non dare molto peso. Del resto, a quei tempi Joe Strummer e Paul Simonon erano rimasti i soli membri della formazione originaria, e il manager Bernie Rhodes esercitava sempre più la propria influenza anche sulla musica del gruppo.
Il vero congedo dei Clash fu Combat Rock, testimonianza di... [CONTINUA]
Alla fine è successo. Il cantante Ian Brown, il chitarrista John Squire, il bassista Gary “Mani” Mounfield e il batterista Alan “Reni” Wren, hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta che gli Stone Roses torneranno assieme sul palco per due concerti nella loro città, Manchester, il 29 e il 30 Giugno del 2012. Già si parla di tutto quel che potrà succedere dopo questi due live, della possibilità di un tour mondiale o di un nuovo album. Quel che conta è che ci troviamo davanti a una reunion davvero inattesa per molti motivi, a partire da... [CONTINUA]
“Alla fine di questo tour, dichiaro felicemente conclusa la mia straordinaria attività di rockstar”. Nell'intervista al TG1, Vasco Rossi ha allegramente comunicato le sue intenzioni sul proprio futuro, gettando nello sconforto i tantissimi fans pronti ogni anno a fare piazza pulita dei biglietti per i suoi live, e allo stesso tempo beccandosi un coro di “era ora!” da parte dell'affollato partito di chi proprio non lo sopporta. Non si tratta di un ritiro vero e proprio, l'ha specificato lo stesso Vasco. Continuerà a scrivere canzoni, a fare dischi, a esibirsi in qualche sporadico concerto. Si tratta di un addio ai lunghi tour e alle date troppo ravvicinate, che non lasciano più al rocker, quasi sessantenne e con il mal di schiena, neanche il tempo di riprendersi dall'ultima trionfale serata.
Poco più di un anno fa, su queste pagine celebravamo i trent'anni di Colpa d'Alfredo (1980), raccontando i giorni del giovane Vasco, sbandato e pericoloso, che faceva paura alle mamme e ai benpensanti. La decisione di fare un passo indietro rispetto al suo ruolo di icona del rock da stadio italiano, ci dà l'occasione di riflettere sulla seconda parte della carriera del signor Rossi, che l'ha visto diventare un'istituzione – un mito, direbbero in tanti, senza poi sbagliare – abbassando però notevolmente la qualità delle proprie canzoni, con testi spesso sconfortanti, soprattutto per...
“L'ho amata dalla prima volta che l'ho vista. So che è un vecchio cliché da cantautore […] La luce della sua bellezza era calda come un giorno d'estate. Si radunarono nuvole antilopi. Neanche un indizio della pioggia a venire, nella prateria del cielo”. Muovendosi lieve tra la presenza dell'amore e l'assenza di dio – e viceversa – Paul Simon, nelle parole di Love And Hard Times, scherza pure sui luoghi comuni del costruire canzoni. A Ottobre compirà 70 anni, e si può permettere questo e altro, forte di una storia densa di idee, di musica e di parole patrimonio di tutti, di chi ancora va cercando il cinquantunesimo modo per lasciarsi, e di chi ha sognato il chiaro di luna che illuminava nel dopoguerra i coniugi Magritte (per non parlar del cane). È proprio il caso di chiamarlo maestro: niente cattedre, si pensi piuttosto a quegli insegnanti ad altezza bambino, che con comprensione e consapevolezza cancellano il confine tra gioco e sapere.
Gli anni '80 di Neil Young vengono ricordati in genere come un periodo di completo sbandamento, con il canadese troppo preso dalle difficoltà della vita famigliare per venire a capo della propria crisi di identità artistica, almeno fino al benvenuto colpo di coda di Freedom, nel 1989.
I cinque album per la Geffen, in particolare, lo videro cambiare pelle con scelte sorprendenti, a cominciare da...
Finalmente vengono ristampati i primi due dischi solisti di Ozzy Osbourne, gli unici realizzati con il prodigioso chitarrista californiano Randy Rhoads. A differenza di molte operazioni similari, puramente commerciali, questa riedizione ha anche il compito di rendere nuovamente disponibili i dischi nella versione originale, con la sezione ritmica affidata al bassista Bob Daisley e al batterista Lee Kerslake. Per via di una causa sui diritti delle canzoni, intentata dai due musicisti a Ozzy negli anni Ottanta, nella ristampa del 2002 le loro parti erano infatti state incise di nuovo da Mike Bordin e Robert Trujillo.
Il nuovo (vecchio) Blizzard Of Ozz (1980) propone come bonus tracks, oltre alla...
Le premesse del nuovo album degli Arctic Monkeys erano state piuttosto preoccupanti per i fans storici della band. La copertina in stile White Album, davvero poco fantasiosa. Il titolo, Suck It And See, tra provocazione puerile e citazione del “Peel slowly and see” dei Velvet Underground. Due tracce di lancio che sembravano confermare la svolta cupa e americana di Humbug. La prima è stata Brick By Brick, uno strafottente rock vecchio stile, con un testo sorprendentemente diretto, cantato dal batterista Matthew Helder. Chi si sarebbe mai aspettato di sentire dai ragazzi di Sheffield l'urlo di battaglia “I want to rock and roll”? La seconda, Don't Sit Down 'Cause I've Moved Your Chair, scelta come primo vero singolo, con il suo passo lento, pesante e allucinato, portava invece ancora i segni dell'incontro con Josh Homme dei Queens Of The Stone Age, avvenuto ai tempi dell'album precedente.
Le altre canzoni di SIAS, prodotto da James Ford, compongono invece... [Continua] Arctic Monkeys - Brick By Brick
Il nuovo album dei Foo Fighters, Wasting Light, è aggressivo e diretto, e allo stesso tempo pieno di hook e di melodie facili da ricordare. “Qui si fa rock vecchio stile”, sembra dire Dave Grohl, un grande fan delle Gibson, come la DG 335, ed effettivamente l'intera band schiva tutti i cliché del rock alternativo, proponendo una musica d'altri tempi, schiettamente rabbiosa e maschile, feroce e vulnerabile.
Oggi più che mai, dà una strana sensazione ricordare che... [CONTINUA]
Oh, hear this Robert Zimmerman I wrote a song for you about a strange young man called Dylan with a voice like sand and glue (David Bowie)
Il 24 Maggio per Bob Dylan ci sarà una torta con settanta candeline. Settanta anni: i primi venti passati a innamorarsi della musica americana e a progettare la fuga dal Minnesota e dal proprio nome; gli altri cinquanta in viaggio dentro a quella musica. No direction home, senza ritorno, partendo da un biglietto per New York e Woody Guthrie, fino ai palchi infiniti del Never Ending Tour. E tra poco... [CONTINUA]
Arriva in questi giorni Helplessness Blues, l'atteso secondo album dei Fleet Foxes. La band di Seattle, guidata da Robin Pecknold, grazie a un paio di Ep e all'apprezzato album omonimo del 2008, ha saputo porsi come punto di riferimento di un'intera scena: il revival di quel country rock ricco di armonie vocali tanto in voga tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70. La preparazione del disco è stata lunga e faticosa – un lavoro estenuante, costato a Pecknold un mucchio di soldi e una crisi profonda in un rapporto di coppia che durava da anni – quasi a ricordare quel che... [CONTINUA]
“Quando la notte era giovane avevamo dei sogni, credevamo di potere cambiare il mondo e fermare la guerra. Non si era mai visto niente del genere”. Il testo denso di rimpianti e di malinconia di When The Night Was Young rivela chiaramente quanto sia fuorviante il riferimento alla chiaroveggenza del titolo nuovo album di Robbie Robertson, How To Become Clairvoyant.
A Robertson non interessa tanto prevedere il futuro, quanto rileggere il passato, vero protagonista di questo disco. Si tratta di un ritorno ormai inatteso, visto che... [CONTINUA]
Il 23 Aprile del 1971 esce Sticky Fingers, l'attesissimo ritorno dei Rolling Stones, a quasi un anno e mezzo di distanza da Let It Bleed (Novembre 1969). Un periodo simile per il rock dell'epoca è equivalente a un'era geologica, e infatti, nel frattempo, ai Rolling Stones è successo di tutto: Altamont, la rottura Jagger/Faithfull, Ned Kelly, l'uscita del live Get Yer Ya-Yas Out!, la fine del rapporto con la Decca e Allen Klein, la nascita della Rolling Stones Records...
Dal punto di vista strettamente musicale, Sticky Fingers rappresenta... [Continua]
Da quando, nell'Ottobre del 1997, il batterista Bill Berry ha lasciato la band, gli altri tre R.E.M. sono partiti alla ricerca della propria nuova identità. Con il nuovo album Collapse Into Nowsembra che si siano accorti che quello che sanno fare meglio è essere se stessi, e che non è il caso di avere paura del proprio glorioso passato.
Come siamo arrivati al presente? Up (1998), il primo lavoro realizzato in trio, è stato... [CONTINUA A LEGGERE]
Gli Strokes arrivano al loro quarto album, Angles, a dieci anni dal loro EP di debutto, The Modern Age, che nel 2001 lanciò l'ormai storico album Is This It assieme a una sorta di rivoluzione. In un mondo del rock che all'epoca sembrava essersi rassegnato al dominio di gruppi tronfi come Puddle Of Mudd o Limp Bizkit, gli Strokes proponevano un ritorno alla New York del passato, con la DeLorean inviata da qualche parte tra gli anni '70 e l'inizio degli '80, pescando a piene mani dal sound scheletrico e grintoso di Blondie, Modern Lovers e Television. Si imposero subito grazie alla... [CONTINUA] The Strokes - You're So Right
Al centro della musica dei Radiohead, e del loro modo di porsi nei confronti del pubblico, c'è da sempre il rapporto tra individuo e tecnologia, l'affermazione dell'umanità al di sopra di ogni struttura. L'attenzione a questi temi comporta una necessaria consapevolezza dei meccanismi del mercato, che spinge la band a strategie di comunicazione intuitivamente più ardite e efficaci di quelle che potrebbero elaborare degli esperti di marketing.
Pertanto Kid A (2000), definito e definitivo nella sua forma di opera d'arte monolitica, composta dal dialogo tra le varie canzoni, è uscito puntualmente – senza singoli o video promozionali – nei giorni appena antecedenti al declino dell'album. Lo ha seguito il suo fratellino Amnesiac (2001), volutamente spezzato, incostante, meno perentorio, pubblicato solo nove mesi dopo, in un mondo nel quale i termini “leak” e “download” avevano già un significato differente.
Con In Rainbows (2007), i Radiohead hanno chiesto...
Trent Reznor, assieme a Atticus Ross, suo collaboratore già a partire da Year Zero, l'album dei Nine Inch Nails del 2007, ha vinto Oscar e Golden Globe per la migliore colonna sonora. Ha trionfato grazie allo score per il film di David Fincher sulla storia di Facebook, The Social Network. Tra i candidati al premio Oscar per la colonna sonora, c'era anche un altro nome proveniente dal rock...
“Forse”. WOW, il ritorno dei Verdena dopo quasi quattro anni (Requiem era del Marzo del 2007) si apre con un “Forse”, sfuggito in fase di registrazione del brano iniziale, Scegli me, e lasciato lì per non perdere una take riuscita. E quel “Forse” è il simbolo delle tantissime ipotesi e possibilità che si aprono all'ascolto delle ventisette canzoni di questo doppio attesissimo album. C'erano una volta i Verdena monolitici, ossessivi, ripetitivi, che usavano la musica come uno scudo. Non ci sono più. Adesso la musica è una porta spalancata.
“Il fisico ce l'hai/per fare la rivoluzione”, canta Alberto Ferrari in Miglioramento. La voce è... [Continua]
Chiedete a un vostro amico il nome di un bassista italiano: facile che risponda Saturnino. Saturnino Celani, quarant'anni, metà dei quali passati giocando un ruolo fondamentale nella rivoluzione sorridente di Jovanotti, l'intuizione che ha portato anche in Italia il groove nello spazio tra musica pop e canzone d'autore. Il musicista di Ascoli, ragazzo gentile e entusiasta, con “i superpoteri quando parte la jam”, da subito ha saputo guadagnarsi il proprio spazio e il consenso del pubblico, trovando anche il tempo per incidere come solista tre album – a cominciare da Testa di basso del 1995 – e un live. Il suo più recente lavoro di studio, Clima, risale ormai al 2000: dopo tanta attesa pare però che stia finalmente per arrivare una nuova prova. Abbiamo contattato Saturnino per conoscere la sua storia, le sue passioni, e quel che ha in programma per l'immediato futuro.
Quando hai cominciato ad appassionarti alla musica? Ricordi un momento nel quale hai avuto una sorta di folgorazione?
La passione per la musica mi è stata trasmessa da mio padre che ha studiato violino quando stava in collegio, credo l'abbia fatto per rimorchiare più facilmente! Fatto sta che a cinque anni...
Che succede in casa Aerosmith? In molti si sono ormai convinti di non poter più vedere la boccaccia rock di Steven Tyler, eterno satiro dagli abiti improbabili, al fianco di Joe Perry, uno dei volti simbolo delle chitarre Gibson (http://player.gibson.com/june03/perry.html). I “Toxic Twins”, le due colonne della band di Boston, una delle coppie più celebri del rock, sembrano proprio essersi sorprendentemente divisi.
Dopo essere caduto dal palco ad Agosto nel corso di un concerto in Sud Dakota (incidente che ha causato l'annullamento del tour estivo) Tyler si è allontanato dal gruppo, semplicemente decidendo di pensare agli affari propri, e smettendo di rispondere alle telefonate degli altri. Il resto della band, evidentemente infastidito da tale comportamento, non ne ha fatto un dramma. Anzi, proprio il “gemello” di Tyler, Joe Perry (che a Ottobre ha pubblicato un nuovo album solista, Have Guitar, Will Travel) ha subito dichiarato di stare pensando a un nuovo cantante per sostituire il frontman degli Aerosmith.
Il 10 Novembre, durante i bis di un concerto a New York del Joe Perry Project Show, Steven Tyler è però salito a sorpresa sul palco, per allontanare le voci di una scissione, e per cantare ancora una volta Walk This Way con il compagno di sempre. Perry ha però chiarito in seguito che tra i desideri di Steven c'è quello di prendersi un paio d'anni di pausa dalla band, e che gli altri membri del gruppo, come ha confermato anche il batterista Joey Kramer, non sono disposti ad aspettare.
Ripercorriamo, attraverso dieci video, le tappe principali della carriera degli Aerosmith, una storia fatta di grandi successi e di crisi drammatiche.
1 – 1973 – Il primo album: rock, blues e Dream On.
L'album omonimo di debutto esce nel '73, e già presenta il riconoscibile sound della band (che oltre a Tyler e Perry vede Brad Whitford alla chitarra ritmica, Tom Hamilton al basso e Joey Kramer alla batteria): hard rock di derivazione blues, con la sensualità dei Rolling Stones e la durezza dei Led Zeppelin. Accanto al blues rovente di Mama Kin, troviamo anche la prima grande ballad, Dream On: una composizione giovanile di Steven Tyler, con un testo ingenuo ma trascinante, forte di un'evocativa introduzione al piano e di un'ambiziosa orchetrazione. Il singolo di Dream On arriverà nella top ten solo dopo esser stato ripubblicato nel '75, in seguito al successo di Toys In The Attic. Il brano accompagnerà il gruppo fino ai giorni nostri, passando anche per Sing For The Moment, la rilettura di Eminem – approvata dalla band – uscita nel 2002.