L'ultimo album uscito a nome dei Clash, Cut The Crap, non rese certo onore a questa grande band, tanto che nelle storie ufficiali in genere si sorvola su quest'uscita, dimenticandola come uno sbaglio al quale non dare molto peso. Del resto, a quei tempi Joe Strummer e Paul Simonon erano rimasti i soli membri della formazione originaria, e il manager Bernie Rhodes esercitava sempre più la propria influenza anche sulla musica del gruppo.
Il vero congedo dei Clash fu Combat Rock, testimonianza di... [CONTINUA]
“Quando sei arrabbiato distruggi sempre le cose che ami,” ha dichiarato Paul Simonon a proposito della leggendaria foto nella quale spacca il proprio basso, scattata da Pennie Smith a un concerto al Palladium di New York e usata per la copertina di London Calling. Per realizzare quel doppio album, il capolavoro di una carriera piena di grandi momenti, i Clash distrussero ogni preconcetto esistente su di loro, con quella rabbia che può essere mossa solo dall'amore. London Calling segnò definitivamente la fine dei Clash come punk band e la nascita dei Clash come gruppo rock a tutto campo, aperto a ogni tipo di contaminazione musicale, capace – senza alcun senso di colpa – di piacere anche al grande pubblico. Le registrazioni della loro terza prova arrivarono in un periodo difficile. Il loro secondo album Give'em Enough Rope (1978) aveva deluso molti fan, soprattutto per la produzione di Sandy Pearlman, tanto esperto e professionale da costringere i ragazzi a estenuanti registrazioni, capaci di raffreddare il loro inconfondibile fuoco. In Inghilterra il punk sembrava ormai una moda lontana: i PIL di John Lydon imponevano la necessità del post-punk, mentre molti artisti, da Elvis Costello ai Police, dimostravano come la grande rivoluzione del '77 potesse essere un bel pretesto per rinnovare il pop. I Clash non potevano certo pretendere di rimanere per sempre quelli di London's Burning e Complete Control, avrebbero rischiato di rimanere inchiodati al ruolo di testimoni di un'epoca ormai passata. Trovarono l'ispirazione per rinascere nella tradizione. Con ansia iconoclasta, pochi mesi prima (ma all'epoca un mese valeva un secolo), nella B-Side di White Riot, intitolata per l'appunto 1977, avevano detto un secco no a Elvis, Beatles e Rolling Stones. Ora tutto pareva cambiato. Per la grafica di copertina si ispirarono proprio a....