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mercoledì 29 febbraio 2012

Speciale Lou Reed su Radio 2





















Giovedì primo Marzo, dalle 21.00 alle 22.30, Moby Dick, il programma di Radio 2 condotto da Silvia Boschero, dedica una puntata speciale a Lou Reed, in occasione del suo settantesimo compleanno.
Tra gli ospiti, Paolo Bassotti, autore del libro “Lou Reed - Rock And Roll - Testi commentati”, appena pubblicato da Arcana Editore.

mercoledì 22 febbraio 2012

Lou Reed - Rock And Roll - Testi Commentati




















Ta-dan! Esce oggi per Arcana il mio primo libro, Lou Reed - Rock And Roll - Testi commentati.

Clicca qui per leggere in anteprima le prime 40 pagine del libro.

Per festeggiare l'evento, ho aperto anche un Tumblr, chiamato Rock And Roll - Lou Reed.

Tra un rock e un roll, l'Ansa ha scelto il mio debutto come "libro del giorno".

Per tutti voi, questo è il comunicato stampa:

LOU REED. ROCK AND ROLL

Raccontare i testi più importanti di Lou Reed si gnifica ricostruire la storia di uno sguardo. I suoi occhi hanno catturato la fantasmagoria della Factory e il fascino pericoloso dei bassifondi, hanno osato guardare la faccia più spaventosa dell’amore e del desiderio, hanno smascherato la violenza della famiglia e dell’America benpensante, per arrivare poi, ormai carichi di esperienza, a contemplare le ingiustizie sociali e gli impenetrabili misteri della morte. Instancabile narratore, Reed ha raccontato le vite di tantissimi personaggi, reali o verosimili: Teenage Mary, Waldo Jeffers, Miss Rayon, Lady Godiva, Pearly Mae, Lorraine, Waltzing Matilda, Andy Warhol… Entrando nel suo universo incontrerete Candy Darling e Holly Woodlawn, che vi invitano a fare un giro nel lato selvaggio, Harry, che si è fatto a pezzi la faccia per non assomigliare ai suoi genitori, o il piccolo Pedro, che sfogliando un libro di magia sogna di scappare dalla povertà. Avete mai sentito parlare di Caroline, quella ragazza che tutti chiamano Alaska? Naturalmente farete anche la conoscenza dei due protagonisti sempre presenti in queste canzoni. Si tratta della città di New York – maestosa, inesauribile, impossibile da non amare anche mentre sprofonda nell’orrore – e dell’autore stesso, che inserisce in ogni quadro il proprio ritratto, anche a costo di “crescere in pubblico coi pantaloni calati”. Nel songbook di Lou Reed ritroviamo la vita di un artista unico, insieme a un’indagine acuta e profonda dell’animo umano e della società americana. Ma c’è di più. Che si tratti di fiction o di memorie personali, il segreto di una grande opera è saper raccontare anche la storia dei suoi lettori. Queste canzoni sono una continua rivelazione perché dentro ci sono anche le nostre stesse facce, incessantemente smascherate e poste davanti al più spietato degli specchi.


PAOLO BASSOTTI È nato e vive a Roma. Ha collaborato con «Muz» e SentireAscoltare, e attualmente scrive per Gibson.it. Traduttore, conduce il programma La musica segreta su Radio Meridiano 12. L’indirizzo del suo blog è giardinodeileoni.blogspot.com.

Video - Lou Reed & John Cale - Berlin

venerdì 19 agosto 2011

All Through The Night – Il tour Power Rock di Lou Reed




















Per aprire i concerti del suo “Power Rock Tour”, che ha visto svolgersi in Italia ben 8 delle 14 date complessive, Lou Reed ha scelto l'accoppiata Who Loves The SunSenselessy Cruel. Un classico dei Velvet Underground – brano d'apertura di Loaded (1970) – e una traccia poco nota da un disco sottovalutato come Rock'n'Roll Heart (1976). Nel concerto di Roma, che abbiamo avuto il piacere di goderci nell'affollata Cavea dell'Auditorium, è stato il secondo brano a convincere di più, dopo che Who Loves The Sun aveva lasciato temere un concerto fuori fuoco, e con troppo distacco tra i versi declamati da Reed e l'entusiasmo di una nuova band, composta in gran parte da musicisti molto giovani. La chiave di questo tour è stata proprio...

[CONTINUA]

Lou Reed - Ecstasy

mercoledì 17 marzo 2010

Viaggio nelle canzoni di Scratch My Back, l'album di cover di Peter Gabriel



















Registrare un album di cover è una sfida difficile. Negli ultimi anni di rifacimenti se ne sono sentiti tanti, in gran parte inutili, perché poco ispirati, sbiadite fotocopie, oppure noiosi tentativi di dissacrare l'originale, magari cambiandogli contesto musicale. Peter Gabriel si accosta all'operazione trasportando i brani scelti nell'angolo più nascosto del suo mondo di artista, spogliandoli da ogni contenuto rock, per donare loro solennità e intimo raccoglimento. Scratch My Back è stato accolto da molti come l'omaggio di Gabriel all''indie rock. In realtà non ci sono solo i nomi alternativi (Bon Iver, Arcade Fire, Elbow) che tanta curiosità avevano suscitato all'annuncio della tracklist, ma anche pezzi storici di artisti leggendari, come David Bowie e Neil Young. Un po' come di recente ha fatto Patti Smith nell'accoppiata Twelve/Two More (2007), spaziando dai Nirvana ai Decemberists.

Il disco di Gabriel è legato al curioso progetto I'll Scratch You Back: tutti gli artisti omaggiati dall'ex Genesis ricambieranno il favore, eseguendo una delle sue canzoni, per una serie di cover che andranno a comporre un nuovo album.

Analizziamo Scratch My Back traccia per traccia, per cercare di dare un'idea del risultato finale.

01 “Heroes” (David Bowie)

Gabriel apre con il brano più popolare, chiarendo subito che cosa ha cercato facendosi produrre da Bob Ezrin (quello di Berlin e The Wall) e affidando il missaggio e il ruolo di ingegnere del suono a Tchad Blake. “Heroes” è infatti portata ad anni luce di distanza dalla chitarra di Fripp e dal muro di rumore regalato all'originale da Eno e Visconti. L'incontro tra tastiere e archi – arrangiati da John Metcalfe, vero e proprio coprotagonista dell'album – accompagna la voce di Gabriel in un crescendo che torna poi a quietarsi nel finale. Un espediente che verrà usato spesso anche nel resto del disco.

02 The Boy In The Bubble (Paul Simon)

Simon è stato, proprio come Gabriel, uno dei...

[Clicca qui per continuare a leggere l'articolo di Paolo Bassotti su Gibson.com]

Video - Peter Gabriel - Street Spirit (Fade Out) - Radiohead cover

martedì 16 marzo 2010

I giorni della rivolta – Le chitarre Gibson e alcuni momenti chiave della storia del punk




















Quando si tratta di fare la storia del rock, le chitarre Gibson sono sempre presenti. Non fanno eccezione i giorni del punk. Anche nell'era del do it yourself, dello slogan “impara tre accordi e forma una band,” alcuni dei protagonisti trovarono nelle chitarre dello storico marchio nato a Kalamazoo gli strumenti indispensabili per esprimere rabbia, creatività e feroce ironia. Perché il punk, da un certo punto di vista, più che una rivoluzione fu una restaurazione, capace di strappare il rock'n'roll al mondo degli adulti, ai virtuosi senz'anima e ai piani di marketing delle case discografiche, per ridarlo nuovamente ai padroni di casa, i giovani. Inevitabile allora che nel '77 Londra bruciasse al suono di una chitarra figlia di quella di Chuck Berry. In questa serie di video, possiamo goderci alcuni grandi momenti punk caratterizzati dal suono delle Gibson!

Lou Reed (con Mick Ronson alla chitarra) - Hangin' 'Round

“Tu continui a fare cose che io ho smesso di fare anni fa!” ironizzava Lou Reed,consapevole di essere un precursore. Semplicemente, senza Lou Reed non ci sarebbe stato il punk. Coi Velvet Underground mise le basi di tutto quel che sarebbe stato il rock a venire, proponendo un modo visionario di intendere i testi e il rumore, shockante allora come oggi. Il brano citato è Hanging 'Round, da Transformer (1972), album della sua meritata affermazione come popstar, benedetto dall'intervento del discepolo David Bowie. Anche Bowie sarebbe sopravvissuto alla furia sanculotta del punk a venire (e la sua influenza sarebbe stata ancora più forte sul post punk e nella new wave). Dal punto di vista artistico, in Transformer, Lou e David si incontrarono alla perfezione. Il risultato fu un album formidabile per il modo in cui provocazione e crudeltà giocavano con la musica leggera e col rock più seducente. Fondamentale perché ciò potesse accadere fu il lavoro in studio del grande Mick Ronson, vero produttore dell'album, polistrumentista e chitarrista fenomenale nei brani con l'anima più punk, come Vicious e Hanging 'Round, per i quali suonò una Gibson Les Paul Custom del '68. E tra le chitarre suonate da Reed in quel periodo, va ricordata anche la Epiphone Riviera.


New York Dolls - Chatterbox

I New York Dolls anticiparono il punk sotto molti punti di vista, a partire dall'alleanza con il vulcanico Malcolm McLaren, che poco dopo di loro sarebbe diventato il commediografo del Grand Guignole dei Sex Pistols. David Johansen e i suoi erano strafatti, strafottenti, incuranti, incomprensibili (un gruppo di ragazzi etero che si concia come una gang di travestiti di strada!), e soprattutto devoti allo spirito più marcio e selvaggio del rock and roll. Le loro chitarre?Gibson, ad ogni costo. Sylvain Sylvain, insieme a Johansen l'unico membro sopravvissuto fino alla formazione attuale, con una Les Paul Junior Custom, in seguito ceduta a McLaren in cambio di un biglietto aereo – mai arrivato, ovviamente – per unirsi ai Sex Pistols! Johnny Thunders, il più carismatico e selvaggio membro della band, con una Les Paul TV del '59 e con laLes Paul Special del '55 che compare sulla copertina del secondo album della band, Too Much Too Soon (1974). Un album che includeva Chatterbox. Un pezzo così dimostra quanto il titolo del disco fosse sincero: le bambole di NewYork erano troppo punk, troppo presto.




[Clicca qui per continuare a leggere l'articolo di Paolo Bassotti su Gibson.com, con fantastici video di Clash, Sex Pistols, Damned e Buzzcocks]

mercoledì 25 marzo 2009

Touching from a distance - 10 grandi canzoni dedicate alla radio
















Storie di stazioni pirata inglesi e di romantiche fughe nell’FM degli Stati Uniti. La storia di Jenny che comincia a ballare e di Emma Rose che alza il volume. Storie di trasmissioni e di ascoltatori. La magia della radio in 10 classici della canzone.
Il pop è un metalinguaggio potentissimo, abituato a riflettere su sé stesso. Dunque è ovvio che negli anni siano state scritte infinite canzoni sul mezzo principe di diffusione e scoperta della musica, la radio. Canzoni rabbiose e innamorate, critiche e nostalgiche.
[Continua su Gibson.com]

Video Joy Division - Transmission

lunedì 15 settembre 2008

Antony Hegarty - Nuovo EP e collaborazioni con Björk, Lou Reed e Prada

http://www.musicaoltranza.net/ARTIST/antony.jpg

Antony Hegarty, la voce della splendida Blind degli Hercules & Love Affair, sta per tornare con un nuovo EP a nome Antony And The Johnsons. Another World uscirà il 9 Ottobre per Rough Trade/Secretly Canadian e conterrà sei canzoni.
Ci sono anche altre notizie che lo riguardano:
-ha cantato un brano intitolato Fallen Shadows per una nuova campagna pubblicitaria di Prada.
-il 21 Ottobre uscirà il disco dal vivo di Lou Reed Berlin: Live At St. Ann's Warehouse. Da qualche giorno è disponibile il file mp3 di Caroline Says, Pt. II che vede Antony ai cori. Trovate il link qui sotto.
-è stato realizzato un video di The Dull Flame Of Desire, la canzone dell'ultimo album di Björk che lo vede protagonista in un duetto che culmina nel crescendo di percussioni di Brian Chippendale dei Lightning Bolt.
Il video è diviso in tre parti, affidate ai tre vincitori di un concorso promosso dal sito della cantante islandese.

Mp3 Lou Reed - Caroline Says, Pt. II

Video Björk & Antony - The Dull Flame Of Desire
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