sabato 12 gennaio 2008

Prima puntata: tracklist e podcast
















Ieri sera è andata in onda su Fusoradio la prima puntata de "Il giardino dei leoni - La musica e le parole". Grazie a tutti coloro che mi hanno assistito tecnicamente (Piero, Dario, Simone, Fabio) e a tutti gli ascoltatori gentili che mi hanno incoraggiato. Questa è stata la scaletta della serata:
01 The Ting Tings - That's Not My Name
02 The Shangri La's - Give Him A Great Big Kiss
03 The Magnetic Fields - California Girls
04 The Jesus And Mary Chain - My Girl
05 Grizzly Bear - He Hit Me (And It Felt Like A Kiss)
06 The Fall - Lost In Music
07 New Order - Krafty (The Glimmer 12" Remix)
08 Seachange - Glitterball
09 Morrissey - That's How People Grow Up
10 Sandie Shaw & The Smiths - Jeane
11 Radiohead - Bangers & Mash
12 Queens Of The Stone Age - White Wedding
13 David Byrne - Ex Guru
14 Brazilian Girls - Crosseyed And Painless
15 Missy Elliott - Ching A Ling
16 M.I.A. & Timbaland - Come Around
17 The Residents - The Beekeeper's Daughter
Sul sito di Fusoradio potete riascoltarla in streaming oppure scaricare il podcast.
Mi raccomando, tutti presenti anche per la prossima puntata!

MP3 Il giardino dei leoni - La musica e le parole - Prima puntata (11/1/2008)

Video Wall Of Voodoo - Mexican Radio


giovedì 10 gennaio 2008

Il giardino dei leoni su Fusoradio










Do the multimedia! Venerdì 11 Gennaio, dalle 22.00 alle 23.30 va in onda su Fusoradio.net la prima puntata de "Il giardino dei leoni - La musica e le parole". Ci sarete?

Video R.E.M. & KRS-One - Radio Song

mercoledì 9 gennaio 2008

Elvis: il re a Las Vegas
















Oggi Elvis avrebbe compiuto 73 anni.
Ancora oggi è tra le rockstar più note e tra i personaggi simbolo del ventesimo secolo. Molto di quel che si sa generalmente su di lui rientra però spesso nell'ambito dei luoghi comuni, e talvolta in quello delle leggende metropolitane. Per ovviare a uno dei più sgradevoli pregiudizi su questo grande artista, il suo più grande biografo, Peter Guralnick (autore dei fondamentali volumi "L'ultimo treno per Memphis" e "Amore senza freni") di recente si è sentito in dovere di scrivere un pezzo per il New York Times nel quale demolisce la diffusa tesi che Elvis fosse razzista.
Approfittando dell'occasione che mi porge il suo compleanno, voglio sfatare un altro mito, sottolineando che che, contrariamente a quanto molti credono, gli show che Elvis tenne a Las Vegas negli anni '70 non erano affatto patetiche esibizioni di un uomo finito, in preda alla droga e alla paranoia. Questo è forse vero per gli show del '76.
Sul palco del Frontier, Elvis dimostrò invece per anni di essere probabilmente il più esplosivo, ironico e carismatico entertainer della storia del rock.
Cercate, per averne una conferma , il film del 1970 "Elvis: That's The Way It Is", uscito in Italia col titolo "Elvis Presley Show". Questo è un breve estratto, nel quale lo vediamo alle prese con Polk Salad Annie, brano scritto da Tony Joe White.

Video Elvis Presley - Polk Salad Annie

domenica 6 gennaio 2008

I riti e le smorfie
















E' il 6 Gennaio, lettori.
Smantellate il presepio, voi che avete provveduto ad allestirlo.
Io vi offro, quale consolazione dal tedio della sacrilega demolizione, qualche riga dal libro in ogni senso finale sulle feste natalizie, "Il presepio" di Giorgio Manganelli (pubblicato postumo da Adelphi nel '92):

"Nell'eccitazione mitica del Santo Natale, molte cose accadono non previste, non ragionevoli, anzi impossibili; cerimonie di rara aurata solennità, aromi arcaici, si mescolano fantasmi di abeti, dovunque si accendono luci da bordello, miserabili fiocchi simulano un riso che, non potendo essere innocente, corteggia i riti e le smorfie di una mediocre follia".

sabato 5 gennaio 2008

L'enigma del signor Jensen














Siete in un aeroporto. O in un centro commerciale. O in una stazione. In un non-luogo qualsiasi, insomma. Probabilmente state cercando l'uscita. Non ne siete più tanto sicuri. Non capite la lingua degli annunci degli altoparlanti. I cartelli sono altrettanto incomprensibili. Cercate di seguire il flusso delle persone. Vi lasciate trasportare dalle scale mobili, dai tapis roulant. Che d'improvviso si bloccano. E rimanete fermi.

"Il signor Jensen getta la spugna", scritto da Jakob Hein e pubblicato da e/o, è la storia di un uomo che non ha mai scelto o desiderato nulla, che si ritrova disoccupato senza preavviso. Il signor Jensen non disprezza i suoi nuovi giorni fatti di niente. Prova anzi a svuotarli di ogni possibile residuo di significato, nel tentativo finale di essere "fuori". Fuori dalla società, dalle consuetudini, dalle chiacchiere. Fuori dalla vita.

Se questo libro fosse uscito trent'anni fa, Werner Herzog avrebbe potuto trarne un bel film con Bruno S.

Video Werner Herzog - L'enigma di Kaspar Hauser (Sequenze del nome e del sogno del Caucaso)

giovedì 3 gennaio 2008

This is Pop












Da poco è uscito per Abscondita "Pop Art - Interviste di Raphael Sorin". E' un libro molto breve. Ma se avete molta fretta (la fretta non è lenta e non è rock, la fretta è pop), questa è la versione liofilizzata:

Roy Lichtenstein - Gli archetipi classici e i nostri differiscono per il nostro sguardo critico. Mi sono interessato ai clichè moderni, cercando di mostrare il valore mitologico, dunque il classicismo, dell'hot dog.

James Rosenquist - La natura è magnifica. Penso che non vi sia nulla di più bello di un temporale o di una valanga. Ma l'uomo ha finito col rovinare tutto. L'arte al contrario è bruttissima. E' un prodotto dell'uomo.

Robert Morris - Gli oggetti sono quello che sono e bisogna prenderli così come sono.

Raphael Sorin - Perchè hai cominciato a dipingere minestra in scatola?
Andy Warhol - Perchè mangiavo quelle minestre.

Video Xtc - This Is Pop

mercoledì 2 gennaio 2008

Buon anno pop: The frYars
















Ben Garrett
viene da Londra. Si fa chiamare frYars, con un atroce miscuglio di maiuscole e minuscole sulla linea di dEUS e fIREHOSE. Suonando da solo tutto quello che gli capita, fa musica pop. Non da molto tempo, visto che ha solo diciott'anni (il suo primo concerto come frYars risale a un paio di mesi fa). Si dimostra però abbastanza grande da sapere già che può esistere una via tutta inglese di emulare le sublimi invenzioni dei Magnetic Fields. Una via che diviene più facile da percorrere una volta scelti come guide gli spiriti illuminati di David Bowie e dei Pulp.
Ben Garrett sa già mettere nella stessa canzone, The Ides, versi come "dovevi morire quella notte/sei stata fortunata che non sono un assassino nato" e "in fondo alla mia mente/posso ancora vedere i tuoi occhi", rendendosi conto che non sono affatto incongruenti.
Ha anche scritto un brano, splendido, intitolato Madeline, che molti hanno erroneamente considerato come un commento alla storia della bambina scomparsa che da mesi riempe le pagine dei peggiori quotidiani inglesi. Certamente parole quali "una scritta di vernice rossa/dice che mia figlia è morta" possono far sorgere dei dubbi, ma lo stesso Garrett conferma che in realtà la canzone risale a qualche tempo prima.
Per ora i lavori di Garrett sono raccolti in un EP, "The Ides", che si può ascoltare sul suo sito su MySpace.
Ps: buon anno a tutti!

Video frYars - The Ides

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